accordo con ISIS Pagano per insegnare l’italiano ad Ibrahim
Grazie ad un protocollo d'intesa tra l'ISIS Pagano-Bernini e la Fondazione Alessandro Pavesi ONLUS si è realizzato un progetto di scuola in ospedale per Ibrahim Husari.
Ibrahim proviene da un campo profughi palestinese: come tutti i suoi fratelli, è affetto da talassemia perché spesso queste famiglie sono formate da nuclei familiari tra loro consanguinei, quindi le malattie genetiche sono molto frequenti; è già morto uno dei suoi fratelli.
E’ venuto in Italia ad aprile 2013 per sottoporsi agli accertamenti presso l’ospedale Pausilipon di Napoli che ha attivato la ricerca di un donatore.
E’ ritornato qui ad inizio ottobre per sottoporsi ad un trattamento chemioterapico molto forte per prepararlo al trapianto; ha sofferto molto questa terapia.
Il 17 ottobre ha ricevuto il nuovo midollo da un donatore tedesco ma ha avuto la GVHD che sarebbe una forma di rigetto da parte del midollo trapiantato verso l’organismo ospitante, di terzo grado (il quarto grado è mortale, il terzo molto grave) poiché il trapianto è avvenuto da un donatore eterologo ed il ragazzo era abbastanza grande (si cerca di trapiantarli molto giovani, lui aveva quasi 14 anni). Ha avuto piaghe su tutto il corpo, fegato e milza ingrossati, intestino irritato (si è nutrito a lungo solo con flebo), dolori insopportabili, trasfusioni e lavaggi del sangue continui.
La sua convalescenza è stata molto difficile, e lo staff medico e infermieristico del Pausilipon sono stati eccezionali, sia da un punto di vista professionale che umano.
Dal momento delle dimissioni, avvenute a gennaio 2014, è ospitato in una casa-famiglia dell’Ordine di Malta in via Pessina, dove dovrà continuare a stare in isolamento, e sottoporsi a controlli bisettimanali in ospedale.
E’ stremato sia fisicamente che psicologicamente, e la psicologa che lo ha in cura ha ritenuto che debba imparare l’italiano per potersi integrare in una realtà così diversa dalla sua; la possibilità di avere un’insegnante di madrelingua araba è ugualmente importante per lui, per la madre e per la zia che gli sono accanto perché così hanno l’opportunità di sentirsi maggiormente accolti; purtroppo nessuno di loro parla altre lingue.
Finora l’unica che parlava la sua lingua era Souzan Fatayer, una donna palestinese eccezionale che si occupa di tutti gli arabi che vengono a Napoli per sottoporsi a cure mediche: è stata chiamata dall’ospedale a tutte le ore (nottate comprese) quando c’era bisogno di comunicare, purtroppo per lei molto spesso.
La Fondazione Alessandro Pavesi ha deciso di sostenere nelle spese tutto il lungo percorso di cura di Ibrahim, sperando che ritorni, felice e guarito, alla propria famiglia e ai suoi amici.
Sakina M'Ghazli, insegnante di francese, ma di madrelingua araba, è stata identificata dalla scuola come docente in grado, sia professionalmente che umanamente, di seguire il ragazzo e di farlo sentire a proprio agio in un paese che lo accoglie con cure mediche e umane adeguate.
L'ISIS Pagano ha anche donato un computer ad Ibrahim per agevolarlo nello studio.

