"Pena di morte, omicidio di stato"
Liceo Umberto, sabato 22 gennaio 2011 h. 9.00, Ela Rotoli di Amnesty International terrà una conferenza sui dieci motivi per dire no alla pena di morte attraverso dieci storie da raccontare:
1. Viola il diritto alla vita. Il no della comunità internazionale e il ruolo dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, quando il delegato del Messico si scagliò contro quello di Singapore.
2. È una punizione crudele e inumana. Gli USA e la spasmodica ricerca di un metodo umano per uccidere. Un paese democratico al fianco di un regime autoritario come quello iraniano dove, ancora oggi, si può morire sotto i colpi delle pietre.
3. Non è mai stato dimostrato il suo valore deterrente. Anzi, è proprio il contrario.
4. Uno Stato che uccide compie un omicidio premeditato. Il paradosso della pena di morte: ti insegno che uccidere è sbagliato, uccidendoti.
5. È sinonimo di discriminazione e repressione. Pena di morte vuol dire discriminazione razziale, sociale, religiosa ed etnica. Una pratica che si accanisce contro minorenni, persone affette da disturbi mentali e oppositori politici.
6. Non dà necessariamente conforto ai familiari della vittima. Le storie di Paula Cooper e Bill Pelke.
7. Un errore giudiziario può uccidere un innocente. Troy Davis ha 42 anni e, da almeno venti, sta aspettando di essere messo a morte nonostante esistano forti dubbi sulla sua colpevolezza.
8. Infligge sofferenza ai familiari dei condannati. Martina Correia non ha mai ucciso nessuno ma è rinchiusa nel braccio della morte insieme a suo fratello.
9. Nega qualsiasi possibilità di riabilitazione. La seconda possibilità di Napoleon Beazley.
10. Non rispetta i valori di tutta l'umanità. I diritti umani nascono da valori universali che non hanno confini, né specifiche nazionalità o religioni.
link al programma del progetto 2010-11 sui diritti umani al liceo Umberto

