Il piccolo Alessandro in bicicletta
Piena di paure la mamma lo aveva portato ai campi estivi della palestra di Scampia a 4 anni piena di paure: vedere Alessandro in bici per lei era un sogno quasi impossibile.
Cos’è successo da allora?
Abbiamo lavorato tanto su coordinazione, equilibrio e schema motorio, in sinergia con il karate con il Maestro Massimo Portoghese.
Passo dopo passo, abbiamo trasformato la paura in spinta.
Venerdì è successo: primo giorno in sella.
All’inizio la gamba sinistra non collaborava, poi abbiamo capito che era solo una questione di marcia troppo dura.
Sistemata quella, Alessandro ha iniziato a pedalare con destra e sinistra, libero e sereno.
C’è stata anche la prima salita, la prima discesa, persino una caduta.
Ma si è rialzato. Con amore, è tornato in sella e ha frenato da solo.
Perché lo racconto?
Perché questo è STEP: trasformare un “non ce la farà mai” in “ce l’abbiamo fatta insieme”
Perché il video di Alessandro sta già facendo il giro: tante famiglie ci stanno scrivendo. Hanno visto che è possibile. Chiedono karate, psicomotricità, un percorso. Soprattutto ora che le liste d’attesa nei centri sono infinite.
Perché i piccoli progressi cambiano tutto: un bambino che pedala, una mamma che piange di gioia, una famiglia che ricomincia a credere.
Per noi questo è orgoglio, ma soprattutto è la conferma che intervenire così, sul campo, ogni giorno, fa la differenza.
È lì il senso di tutto quello che costruiamo insieme.

